Allattare al seno oltre il primo anno di età del bambino non nuoce alla sua salute o al suo sviluppo psicologico ed emotivo. Al contrario, poiché i benefici dell'allattamento sono dose-dipendenti, quanto più a lungo prosegue tanto maggiori sono i vantaggi che ne derivano sia per la madre che per il figlio. Lo ha dichiarato ufficialmente il Tavolo Tecnico Operativo Interministeriale sulla Promozione dell'Allattamento al Seno in una raccomandazione pubblicata il 27 febbraio scorso sul sito del Ministero della Salute.
Il documento non aggiunge nulla di nuovo a quello che l'OMS sostiene ormai da anni, sulla base di numerosi studi, ma fa piacere il riconoscimento pubblico del Ministero, soprattutto là dove nel testo si legge: "Continuamente vengono segnalate situazioni in cui la scelta della donna di allattare al
seno nel secondo anno di vita ed oltre è oggetto di colpevolizzazione se non addirittura di
strumentalizzazione giudiziaria come accaduto per controversie in cause di divorzio.
Contrariamente a quanto sostiene la ricerca scientifica e contrariamente alle più
aggiornate health policy, vengono purtroppo ancora creati allarmismi su presunte e non
provate conseguenze negative dell’allattamento di lunga durata."
Premesso che la scelta di allattare al seno va presa consapevolmente dalla donna, che non può essere obbligata né colpevolizzata se per diverse ragioni preferisce il ricorso al latte formulato, non è neppure giusto ostacolare o colpevolizzare la donna che pratica l'allattamento prolungato.
giovedì 13 marzo 2014
lunedì 10 marzo 2014
Gravidanza e parto secondo natura
Fare un figlio è un evento fisiologico e ogni sua medicalizzazione innecessaria è un errore dannoso. Detto questo, pienamente convinta di questo, vorrei fare qualche considerazione sui miti intessuti intorno al concetto di gravidanza e parto naturali.
C'è chi porta come esempio di idilliaca vicinanza allo stato di natura l'esperienza delle donne che danno alla luce i loro bimbi senza alcun intervento medico nei villaggi africani, sostenute solo dalla presenza delle anziane della comunità e delle altre madri. I bimbi che nascono in questo modo, ho sentito dire, crescono sani e sereni perché accuditi secondo antiche tradizioni e senza le deleterie interferenze della fredda tecnica medica.
Bene. Ogni giorno nel mondo 800 donne muoiono a causa di complicanze della gravidanza o del parto. Il 99% dei decessi avviene nei Paesi a basso reddito e nelle zone rurali di quelli a medio reddito, più della metà nell'Africa sub-sahariana e un terzo nel Sud-Est asiatico. Le cause più frequenti di morte materna sono emorragia post partum, infezione puerperale ed eclampsia. Si tratta quasi sempre di morti evitabili, se solo le donne avessero accesso a cure mediche e all'assistenza di personale qualificato, ma nei Paesi in via di sviluppo solo il 46% delle donne partorisce alla presenza di un medico, un'ostetrica o un'infermiera.
La mortalità materna è strettamente associata a quella infantile: ogni anno nel mondo muoiono più di tre milioni di bambini entro il primo mese di vita. Le cause più frequenti sono prematurità, asfissia alla nascita e infezioni postnatali. Altri 3,6 milioni all'anno muoiono entro il quinto anno di età, nel 45% dei casi per malnutrizione associata a polmonite, diarrea o malaria. Più del 70% dei decessi entro il quinto anno di età avviene nell'Africa sub-sahariana e nel Sud-Est asiatico.
Ribadisco che sono d'accordo sull'importanza di rispettare il decorso fisiologico di gravidanza e parto senza interventi innecessari, ma non accusiamo la medicina di infrangere il nostro magico rapporto con la natura. La medicina salva le vite e quando ci vuole ci vuole.
C'è chi porta come esempio di idilliaca vicinanza allo stato di natura l'esperienza delle donne che danno alla luce i loro bimbi senza alcun intervento medico nei villaggi africani, sostenute solo dalla presenza delle anziane della comunità e delle altre madri. I bimbi che nascono in questo modo, ho sentito dire, crescono sani e sereni perché accuditi secondo antiche tradizioni e senza le deleterie interferenze della fredda tecnica medica.
Bene. Ogni giorno nel mondo 800 donne muoiono a causa di complicanze della gravidanza o del parto. Il 99% dei decessi avviene nei Paesi a basso reddito e nelle zone rurali di quelli a medio reddito, più della metà nell'Africa sub-sahariana e un terzo nel Sud-Est asiatico. Le cause più frequenti di morte materna sono emorragia post partum, infezione puerperale ed eclampsia. Si tratta quasi sempre di morti evitabili, se solo le donne avessero accesso a cure mediche e all'assistenza di personale qualificato, ma nei Paesi in via di sviluppo solo il 46% delle donne partorisce alla presenza di un medico, un'ostetrica o un'infermiera.
La mortalità materna è strettamente associata a quella infantile: ogni anno nel mondo muoiono più di tre milioni di bambini entro il primo mese di vita. Le cause più frequenti sono prematurità, asfissia alla nascita e infezioni postnatali. Altri 3,6 milioni all'anno muoiono entro il quinto anno di età, nel 45% dei casi per malnutrizione associata a polmonite, diarrea o malaria. Più del 70% dei decessi entro il quinto anno di età avviene nell'Africa sub-sahariana e nel Sud-Est asiatico.
Ribadisco che sono d'accordo sull'importanza di rispettare il decorso fisiologico di gravidanza e parto senza interventi innecessari, ma non accusiamo la medicina di infrangere il nostro magico rapporto con la natura. La medicina salva le vite e quando ci vuole ci vuole.
Crescere un figlio è una scienza esatta?
Esistono formule esatte da applicare per crescere bene un figlio? Esistono modalità di accudimento la cui validità è scientificamente dimostrata, oppure un approccio vale l'altro?
Ci sono genitori più o meno protettivi, genitori ad alto e a basso contatto, mamme che allattano al seno e mamme che scelgono il biberon, bimbi accolti nel lettone e altri che dormono nella loro cameretta fin dai primi mesi. Chi sbaglia e chi ha ragione?
Nei gruppi e nei forum sulla genitorialità le discussioni degenerano in guerre ideologiche, con critiche infuocate, accuse e talvolta insulti tra i sostenitori dell'una e dell'altra parte.
Se esistesse la formula esatta, queste guerre non avrebbero ragion d'essere. D'altra parte, se non esistesse alcuna formula, se fosse solo una questione di inclinazioni personali, ugualmente queste guerre non avrebbero alcuna ragion d'essere.
La realtà, come sempre, è complessa. Su alcuni aspetti esistono approcci la cui validità è scientificamente dimostrata, su altri no. Di certo un genitore che fuma accanto alla culla danneggia la salute del suo bambino, per fare un esempio. Ma non è stato ancora determinato, ed è difficile da determinare, quanto influisca sullo sviluppo psicologico di un bimbo il fatto di dormire o meno per mesi o per anni nel lettone dei genitori.
Arrovellandomi su questi pensieri, mi sono imbattuta in un blog davvero molto interessante. Si chiama Growth Curve: the inexact science of raising kids e riporta periodicamente gli spunti più interessanti dalla ricerca scientifica sull'accudimento e l'educazione dei bambini. Non è uno di quei siti che dispensano metodi universali per risolvere questo o quel problema, anzi ha un approccio critico anche ai risultati della ricerca nel settore e, soprattutto, un approccio pacato.
Ci sono genitori più o meno protettivi, genitori ad alto e a basso contatto, mamme che allattano al seno e mamme che scelgono il biberon, bimbi accolti nel lettone e altri che dormono nella loro cameretta fin dai primi mesi. Chi sbaglia e chi ha ragione?
Nei gruppi e nei forum sulla genitorialità le discussioni degenerano in guerre ideologiche, con critiche infuocate, accuse e talvolta insulti tra i sostenitori dell'una e dell'altra parte.
Se esistesse la formula esatta, queste guerre non avrebbero ragion d'essere. D'altra parte, se non esistesse alcuna formula, se fosse solo una questione di inclinazioni personali, ugualmente queste guerre non avrebbero alcuna ragion d'essere.
La realtà, come sempre, è complessa. Su alcuni aspetti esistono approcci la cui validità è scientificamente dimostrata, su altri no. Di certo un genitore che fuma accanto alla culla danneggia la salute del suo bambino, per fare un esempio. Ma non è stato ancora determinato, ed è difficile da determinare, quanto influisca sullo sviluppo psicologico di un bimbo il fatto di dormire o meno per mesi o per anni nel lettone dei genitori.
Arrovellandomi su questi pensieri, mi sono imbattuta in un blog davvero molto interessante. Si chiama Growth Curve: the inexact science of raising kids e riporta periodicamente gli spunti più interessanti dalla ricerca scientifica sull'accudimento e l'educazione dei bambini. Non è uno di quei siti che dispensano metodi universali per risolvere questo o quel problema, anzi ha un approccio critico anche ai risultati della ricerca nel settore e, soprattutto, un approccio pacato.
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